Nel
margine di nord/ovest (grecale da qui il nome dell’ immersione) della
secca dei Monaci
si trova l’ ultima immersione trovata da Corrado nel 2002 in
una delle esplorazione della vasta secca dei Monaci armato di scooter
subacqueo. La ciliata della secca è formato da varie guglie che dal
fondale composto da bianca sabbia si innalzano verticalmente per una
ventina di metri arrivando ad una dozzina di mt dalla superfice. Le
guglie si allungano dal centro della secca formando profondi e
suggestivi canyon che nei lati esposti alla frequente corrente di
maestrale troviamo pareti ricoperte di paramonicee e parazzoantus.
L’
immersione ha una profondità media intorno ai 24 mt ma è gestibile
anche in 20 mt d’ acqua quindi adatta sia agli open water che ai più
esperti, immersione dalla morfologia del fondale spettacolare
caratterizzata da due grandi banchi di pesce uno formato da un centinaio
di Corvine e l’ altro da migliaia di Saraghi Fasciati.
Come in tutta la secca dei Monaci il pesce stanziale è
abbondante in particolare al Greco dei Monaci stazionano numerose Cernie
alcune anche di taglia e altre Bianche.
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